Solo la Terra dura eterna, oggi è un bel giorno per morire. Le parole pronunciate da Tashunka Uitko,

Cavallo Pazzo, non si riferivano alle vittime del Corona né ai morti, forse meglio dire agli assassini, per imbecillità. Cosa stia capitando è un mistero, un mistero che germina misteri. Ci sentiamo in balia delle onde in un oceano torbido, senza zattera né atolli in vista. Medici ed infermieri in trincea, a combattere con armi spuntate contro un nemico invisibile. Migliaia di scienziati strapagati, super attrezzati, che non riescono a trovare soluzioni ad un problema ino ino. Noi anagnini siamo orfani di … di tutto. Dopo aver subito le violenze e le angherie di politici inutili e spocchiosi, con ospedale chiuso e strutture fatiscenti che NESSUNO ha inserito in uno di quei piani previsionali che 50 anni fa, senza pc ed internet, redigevamo. Veniamo al quotidiano: a cosa serve evitare incontri e contatti se, al supermercato, troviamo sul bancone assaggini di pizza da scegliere, esaminare, rimettere a posto, assaggiare, riempire di fiat ed efflati … dove diavolo stanno le divise? La prima cosa da fare, in frangenti come l’attuale, è badare all’igiene, ai suoi principi base. A cosa serve cercare Amuchina se nei negozi e nei locali pubblici i prodotti di largo consumo vengono innaffiati dagli starnuti di chiunque? Ogni tanto un vigile urbano mi accusa di trattarli male: è zucchero! Rispetto ed amo la divisa indossata con onore da mio padre, e quando verifico, ogni giorno ed ogni ora, l’assenza di impegno anche nelle cose più elementari, e forse per questo più utili, la rabbia è incontenibile. Dal Palazzo nessun sollecito, da chi comanda niente ordini di servizio. Confesso: cercherò di farvi male.

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Lettera di Geronimo agli anagnini
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