È inevitabile, in una società in cui dominino l’ipocrisia e il menefreghismo, che a dispetto del bene che si consolida aumentino il male e le tensioni nascoste.

La quarantena forzata, utile ed efficace per il contenimento del contagio, in Cina ha provocato un aumento a dismisura delle cause di divorzio, tanto che già si parla di intasamento degli uffici preposti alla loro trattazione. È intuibile come la convivenza forzata, ed il nervosismo provocato dalla tensione e dall’ansia, possano avere effetto anche da noi, sulla quotidianità ormai da rivedere. Per non parlare poi delle coppie “anomale”: l’ipocrisia non può riuscire a nascondere i tentativi di contatto con amanti ed amici particolari, e la miccia dell’implosione è senz’altro attivata. Un aspetto terribile, trascurato dai media e, purtroppo, dagli stessi addetti del settore, riguarda i rischi all’interno di nuclei familiari già provati da disagi e peggio. Immaginare giovani vittime costrette a convivere con l’orco che già normalmente era arduo tenere a bada, è angosciante. Un problema, un dramma trascurato da chi, timbrato a distanza il cartellino, si pone l’unico interrogativo di quale gioco attivare sulla play station. Siamo una società immatura, lo dimostriamo continuamente. Speriamo che riaprire le porte di casa non equivarrà a sollevare il coperchio dal Vaso di Pandora.

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Quarantena, aumento di divorzi e violenze
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