In principio fu il pantalone a zampa d’elefante; poi la minigonna, il caschetto (d’oro alla Caselli) dei Beatles, l’AR Giulia, la ‘500 truccata … oggi è la mascherina.

L’oggetto inizialmente contestato, ed introvabile, è ormai un cult. Quella chirurgica la si reperisce dappertutto, ma spesso resta sul bancone. Alla spesa di 50 cent si preferisce decuplicare, e scegliere un prodotto da intonare al resto dell’abbigliamento, o addirittura al colore dei capelli. Il contributo della mascherina al superamento dell’angoscia da virus è innegabile, ed un plauso è dovuto a chi, per primo, ha investito a costo di apparire frivolo. A Bea, al trio Frezza/Quarmi … ed appunto ai tre Mattioli. Anagni, città dei papi e della mascherina personalizzata! Sorridiamo: aiuta a star bene.

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