Urban waste, rifiuto urbano, è il nome dato dagli inquirenti alla vasta operazione in atto che ha già mietuto vittime importanti.

Non olet è l’espressione dell’imperatore Vespasiano che rispose così, sfregando pollice ed indice della mano destra, al figlio scocciato dall’impegno paterno verso i servizi igienici che, a parere dell’augusto genitore, davano lauti guadagni. Il riferimento merita di entrare a buon diritto nella vicenda che scuote mezza provincia di Frosinone. Per Vespasiano la frequentazione di Villamagna, la residenza imperiale anagnina alle pendici di Sgurgola, è un po’ come i solidi rapporti tra l’amministrazione comunale anagnina e la ditta Biemme, con sede nella città dei papi ma con i natali nel comune di Antonio Corsi. Un rapporto datato, che prima dell’estate 2018 non era mai stato incrinato da sospetti e mancata trasparenza. Fino al fatidico avviso apparso sul sito dell’ente “Si avvisa la cittadinanza che in data 16 agosto 2018, a partire dalle ore 23.00 inizieranno le operazioni di disinfestazione del territorio comunale”. La locandina affissa specificava “a cura della società Biemme”. Probabilmente l’indagine avviata dai carabinieri forestali sulla gestione Tac del servizio rifiuti a Sgurgola, ha attivato una serie di intercettazioni telefoniche, che inevitabilmente coinvolgono chiunque si trovasse a parlare con uno dei soggetti interessati. Da qualche frase, il coinvolgimento del sindaco Natalia e di un consigliere comunale anagnino finora mai nominato. La convinzione della totale estraneità a fatti negativi potrebbe aver consigliato al sindaco ed al capogruppo la nonchalance; fino ai recenti avvenimenti di inizio luglio. Daniele Natalia potrebbe aver commesso peccato veniale, sollecitando gli uffici ad accelerare l’affidamento per la disinfestazione; e la possibile raccomandazione per far lavorare (per un paio di mesi) un padre di famiglia disoccupato, non può essere prova di malaffare. Gli uffici non avrebbero seguito, però, le regole vigenti, da qui le accuse ad ingegneri e sottoposti. I rilievi delle minoranze, che non potevano trascurare la ghiotta occasione, si sono limitati a battute ironiche. Fino al comunicato di Anagni cambia Anagni (Nello Di Giulio), la cui ferocia potrebbe essere ispirata da fatti noti solamente al redattore della nota. Condanna preventiva e senza appello al pari di Fernando Fioramonti; fatti che, secondo alcuni componenti della maggioranza, porteranno la vicenda in tribunale. D’altronde, accettare tali accuse senza ribattere, equivarrebbe alla loro certificazione. Un’estate torrida … da disinfestare!

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Urban waste e “non olet”